La Solidarietà del SIAP alle colleghe e ai colleghi del NSC - SiNaFi, ITAMIL, SILMM e USAMi

La Solidarietà del SIAP alle colleghe e ai colleghi del NSC - SiNaFi, ITAMIL, SILMM e USAMi

Il SIAP, attraverso una nota a firma del Segretario Generale SIAP Giuseppe Tiani, esprime la solidarietà ai colleghi delle sigle NSC, SiNAFi, ITAMIL, SILMM e USAMi che il 18 luglio manifesteranno: "Care Stefania e Valentina, cari Girolamo, Massimiliano, Michele ed Enzo, il SIAP guarda con rispetto e fraterna solidarietà alla manifestazione promossa per il 18 luglio da NSC, SiNaFi, ITAMIL, SILMM e USAMi organizzazioni sindacali del personale militare (...)

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La possibilità per le donne e gli uomini in uniforme di rappresentare pubblicamente, in modo pacifico e responsabile, le proprie condizioni di lavoro, costituisce una conquista democratica che va sempre garantita, tutelata e resa effettiva. Il riconoscimento della libertà sindacale non può esaurirsi nell’aridità della previsione formale di una legge. Deve tradursi nella piena agibilità delle rappresentanze, nella dignità del confronto e nella capacità concreta della contrattazione di migliorare la vita del personale e delle loro famiglie. Le ragioni poste alla base della mobilitazione intercettano questioni reali e datate, che, per onestà, va detto, non sono ascrivibili ad un solo Governo. L’erosione del potere d’acquisto, l’insufficiente valorizzazione della specificità, il ritardo accumulato sul terreno previdenziale, le difficoltà abitative e familiari, la mobilità, i carichi di lavoro e la progressiva perdita di attrattività delle professioni in uniforme e divisa non possono essere considerati problemi marginali. Riguardano la qualità del lavoro pubblico, l’efficienza delle amministrazioni e, in ultima analisi, la sicurezza e la difesa del Paese.

La specificità non può essere una formula astratta, né uno strumento di competizione tra Corpi per le diverse specificità di cui ogni corpo e portatore. Quindi, deve produrre tutele misurabili sul piano retributivo, previdenziale, professionale e familiare, tenendo conto delle limitazioni, degli obblighi e delle responsabilità che gravano sul personale. Il recupero del potere d’acquisto e la costruzione di una previdenza adeguata richiedono risorse, continuità politica e una programmazione che non si interrompa a ogni legge di bilancio. Siamo però altrettanto convinti che la forza di una moderna e qualificata rappresentanza sindacale risieda nell’equilibrio, nella responsabilità e nella qualità delle proposte. Un sindacato è tale quando sa interpretare il disagio e, quando necessario, portarlo nelle piazze. Ma si è Sindacato quando si ha il coraggio, la lucidità e la lungimiranza di negoziare prima, durante e dopo il tavolo contrattuale, senza sottrarsi alla responsabilità di conquistare il miglior risultato possibile nelle condizioni date. La contrattazione non è un atto isolato, né una gara tra annunci o una contabilità delle parole più radicali. È un processo che si prepara nel tempo, si sviluppa attraverso il confronto e prosegue anche dopo la sottoscrizione degli accordi. I risultati si costruiscono progressivamente, si consolidano e diventano la base delle conquiste successive. La credibilità del sindacato si misura anche nella capacità di distinguere ciò che è immediatamente conseguibile da ciò che richiede un percorso più lungo, senza rinunciare agli obiettivi e senza trasformare ogni passaggio negoziale in una resa o in una vittoria definitiva.

In questa prospettiva devono essere valutati anche gli avanzamenti maturati nel confronto per il rinnovo contrattuale 2025-2027. Per la prima volta è stato assunto un impegno formale e concreto per l’apertura di un tavolo dedicato alla previdenza del personale dei Comparti Sicurezza e Difesa. Un risultato importante, che non risolve nell’immediatezza, ma apre una prospettiva praticabile per sanare la questione previdenziale, sottraendola finalmente al terreno delle dichiarazioni generiche, proprio perché l’impegno assunto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri ha natura formale, collocandolo dentro un percorso negoziale definito e con ruolo attivo del Sindacato di Polizia e delle APCSM. Allo stesso modo assumono rilievo l’impegno a ricercare ulteriori finanziamenti nella prossima imminente legge di Bilancio, da dedicare alla specificità del contratto 2025-2027, con particolare attenzione al Fondo per l’efficienza dei servizi istituzionali, oltre la disponibilità a incontrare le associazioni professionali a carattere sindacale tra militari firmatarie per verificare l’andamento delle retribuzioni contrattuali sulla base dei dati ufficiali dell’ISTAT. Sono aperture e impegni, che dovranno essere seguite, verificate e trasformate in atti concreti. Non rappresentano il punto di arrivo, ma costituiscono il terreno di una nuova fase, sul quale esercitare pienamente la funzione sindacale. La previdenza dedicata dovrà essere finanziata in modo strutturale. Il FESI dovrà essere valorizzato come autentico strumento di riconoscimento dell’efficienza e della produttività. L’andamento delle retribuzioni dovrà essere misurato con criteri trasparenti, confrontandolo con l’inflazione reale e con la perdita di potere d’acquisto subita dal personale.

Anche nelle difficili condizioni della finanza pubblica occorre saper individuare priorità chiare, coperture certe e soluzioni sostenibili. I vincoli di bilancio non possono diventare l’alibi per rinviare indefinitamente diritti e risposte, ma neppure possono essere ignorati da chi esercita responsabilmente la rappresentanza. La maturità del sindacato consiste proprio nelle tenere insieme la fermezza delle rivendicazioni e la sostenibilità delle conquiste, sapendo che un risultato concreto, consolidato e destinato a durare vale più di una promessa destinata a restare sulla carta. Per il SIAP la contrattazione deve essere intesa come un lavoro in continuo progresso. Ogni accordo deve contenere una parte immediatamente esigibile e aprire una prospettiva per ciò che resta da conquistare. La specificità, la previdenza dedicata, il recupero dell’inflazione e la valorizzazione del trattamento accessorio non possono essere affidati a una sola tornata negoziale, ahimè con amarezza bisogna prendere atto che non ci sono le condizioni. Per cui al Sindacato è richiesta continuità, capacità progettuale e un rapporto costante tra rappresentanza, Governo e amministrazioni. Il SIAP auspica pertanto che la manifestazione del 18 luglio contribuisca a rafforzare il processo in atto di una nuova fase per le relazioni sindacali del mondo delle divise, che sia rispettosa dell’autonomia delle organizzazioni sindacali e della diversa natura degli ordinamenti. Alle lavoratrici e ai lavoratori militari che voi rappresentate, va la nostra sentita solidarietà per la piena affermazione dei loro diritti sindacali e per una contrattazione capace di coniugare dignità del lavoro, sostenibilità delle scelte ed efficienza delle istituzioni. La protesta civile è sempre utile quando richiama l’attenzione sui problemi. Ma il sindacato deve avere la capacità di trasformare quell’attenzione in risultati, attraverso il negoziato e la responsabilità finale della firma, quando ritiene che ci siano le condizioni. È questa la responsabilità più difficile e più alta, perché ci riconosce e qualifica come dirigenti sindacali e non più mera rappresentanza. Difendere i diritti di chi serve lo Stato non indebolisce le istituzioni, specie quando si manifesta nel rispetto della legge, come solo le donne e gli uomini in uniforme sanno fare. Con sentito spirito di solidarietà e sostegno, giunga l’abbraccio del Siap a tutti i colleghi e colleghe in uniforme che sabato manifesteranno.

Giuseppe TIANI

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