SIAPInform@07_2026

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Secondo alcuni esperti riscattare il percorso di studi universitari non sempre porta dei benefici ai fini della pensione. In alcuni casi, paradossalmente, si potrebbe addirittura avere come effetto, in generale, un posticipo dell’addio alla vita lavorativa. (...)

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Prima di investire nel riscatto della laurea, dunque, è necessario analizzare attentamente tutte le variabili chiavi che producono effetti sul pensionamento, come l’età anagrafica, il momento in cui è iniziata la fase contributiva e se gli studi universitari sono iniziati prima o dopo il 1996 (anno dell’entrata in vigore il sistema contributivo per il calcolo delle pensioni). Il riscatto del periodo di studi universitari costituisce un istituto previdenziale disciplinato dalla normativa vigente in materia di assicurazione obbligatoria, finalizzato all’accreditamento figurativo di periodi non coperti da contribuzione. Per il personale della Polizia di Stato, tale istituto può produrre effetti sia sulla determinazione della misura del trattamento pensionistico sia sulla maturazione dei requisiti contributivi necessari per l’accesso alle diverse forme di quiescenza previste per il comparto sicurezza. La valutazione della convenienza economico previdenziale richiede un’analisi puntuale della posizione assicurativa individuale, con particolare riferimento alla collocazione nel sistema retributivo, misto o contributivo. 
Per i dipendenti con anzianità contributiva antecedente al 1° gennaio 1996, l’integrazione di periodi riscattati può incidere sulla quota retributiva della pensione, determinando un incremento della base pensionabile calcolata secondo criteri più favorevoli rispetto al metodo contributivo. 
Per il personale interamente soggetto al sistema contributivo, l’effetto del riscatto si traduce esclusivamente in un aumento del montante individuale, con un impatto proporzionale all’onere versato e generalmente meno rilevante rispetto ai benefici ottenibili nel sistema retributivo. 
Sotto il profilo dell’accesso anticipato alla quiescenza, il riscatto può concorrere al perfezionamento dei requisiti contributivi richiesti per la pensione anticipata, per la pensione di anzianità o per gli istituti specifici del comparto, consentendo una riduzione dei tempi di permanenza in servizio. Tale possibilità deve tuttavia essere ponderata a proposito del costo dell’operazione e al rendimento alternativo che la medesima somma potrebbe generare se destinata a strumenti previdenziali complementari o ad altre forme d’investimento. L’onere di riscatto beneficia di due rilevanti agevolazioni: la facoltà di rateizzazione fino a dieci anni senza applicazione d’interessi e la piena deducibilità fiscale dal reddito imponibile IRPEF, che riduce il costo effettivo dell’operazione attraverso un abbattimento dell’imponibile. In conclusione, la valutazione della convenienza del riscatto richiede un’analisi tecnico previdenziale individualizzata, basata sulla struttura della propria carriera contributiva, sulle prospettive di servizio, sulla capacità finanziaria e sugli obiettivi di pianificazione pensionistica, poiché l’efficacia dell’istituto varia sensibilmente in funzione delle caratteristiche specifiche di ciascun appartenente alla Polizia di Stato.
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