Richiesta di confronto bilaterale all’insegna della trasparenza
Con una nota, a firma del Segretario Generale Tiani e indirizzata al Ministro dell'Interno, al Capo della Polizia e per conoscenza al Direttore dell'Ufficio Relazioni Sindacali della Polizia di Stato, il SIAP chiede "... il confronto bilaterale all'insegna della trasparenza" (...)
...
Signor Ministro, signor Capo della Polizia,
il Siap, con riferimento alla consultazione informale svoltasi in data 21 u.s., nell’ambito dell’attività di concertazione e ascolto tra il vertice del Dipartimento della Pubblica Sicurezza e le Organizzazioni Sindacali maggiormente rappresentative del personale della Polizia di Stato, ritiene necessario formulare alcune considerazioni di merito e di metodo, ispirate da spirito costruttivo e senso di responsabilità ed equilibrio. Aspetti che notoriamente caratterizzano l’azione sindacale del Siap, in coerenza con le linee di indirizzo deliberate dagli organismi collegiali, in ossequio alla natura pluralista e democratica dell’Organizzazione. Nel corso del citato incontro, alcune Organizzazioni Sindacali hanno sollevato una questione relativa alla presenza al tavolo del Segretario Generale del Siulp, collegandola a vicende oggetto di attenzione formale da parte dell’Autorità giudiziaria. Da tale presupposto è derivata la richiesta di avviare tavoli separati di confronto, con l’esplicita rappresentazione dell’indisponibilità a partecipare in sede unitaria con il Siulp. In premessa, rispetto all’eccezione sollevata, il Siap è un convinto sostenitore dell’evoluzione della nostra civiltà giuridica e del garantismo. Un principio di civiltà, che si origina dall’habeas corpus act del diritto anglosassone, legge promulgata in Inghilterra nel 1679, che poneva un argine alle barbarie medioevali per proteggere i cittadini dall’arbitrio, garantendo il diritto di comparire davanti a un giudice per verificare la legittimità delle contestazioni, un principio che oggi è sancito nell'articolo 13 della nostra Carta. Un presidio dello Stato di diritto, in quanto assicura che l’esercizio della funzione punitiva sia rigidamente vincolato alla legge, al rispetto della presunzione di non colpevolezza e alla tutela dei diritti fondamentali della persona, impedendo che l’accertamento della responsabilità penale possa essere anticipato o surrogato da giudizi di natura politica, amministrativa o sociale. Poi non si può sottacere che in determinati contesti ci sono ragioni di opportunità che, in questo caso attengono a scelte personali o dell’organizzazione di cui si è espressione.
Con rispetto per le posizioni espresse dalle altre Organizzazioni Sindacali e per le valutazioni che hanno motivato la richiesta, ritengo necessario richiamare il corretto perimetro normativo entro cui si collocano le attività di concertazione e di dialogo sociale. La disciplina vigente, infatti, non prevede per dette materie i tavoli separati, poiché tale modalità è contemplata esclusivamente nell’ambito delle procedure negoziali e per le materie disciplinate dal D.Lgs. n. 195/1995 e successive modificazioni. In sintesi, detta modalità non trova applicazione nella fase di consultazione informale o concertativa preliminare, soprattutto quando il confronto riguarda materie che presentano natura politica prima ancora che normativa, come i Decreti-Legge o i Disegni di Legge in tema di sicurezza pubblica e ordinamento del personale della Polizia di Stato. Tra l’altro, la criticità relazionale emerge in concomitanza dell’apertura del tavolo che avvia la fase formale del negoziato per il rinnovo del CCNL relativo al triennio 2025-2027 - che di per sé presenta criticità che non possono essere sottaciute, considerata la mancanza delle misure necessarie a ristorare la specificità professionale, al fine di adeguare il quantum delle indennità e del costo orario del lavoro straordinario che risulta sottopagato, diritti e materie che concorrono all’efficienza del servizio e compongono la retribuzione accessoria del personale. Quindi, il Siap ritiene che una frammentazione preventiva del confronto, al di là delle percentuali di rappresentatività delle singole sigle o dei cartelli sindacali, indebolirà dall’interno il fronte della rappresentanza sindacale dei poliziotti e delle poliziotte e la stessa Amministrazione, soprattutto per le dinamiche sindacali e istituzionali che caratterizzano il comparto sicurezza e difesa, esponendo così, il sistema delle relazioni sindacali della Polizia di Stato a letture esterne parziali, distorsive o strumentali, orientate secondo interessi di parte, di sigla o di partito.
Al fine di evitare, sul piano sindacale e su quello delle relazioni istituzionali e politiche, la circolazione di messaggi ambigui o artefatti, talvolta deliberatamente falsi, rispetto alle posizioni rivendicative e propositive del Siap, colgo l’occasione per ribadire che il Siap non è, e non sarà mai subalterno ad alcuna organizzazione sindacale, cartello o partito politico poichè dispone di esperienza storica, capacità e cultura sindacale e politica, che costituiscono anticorpi sufficienti a neutralizzare ogni tentativo di condizionamento o di eterodirezione. Chi ha coltivato o coltiva, anche solo l’illusione contraria è un ingenuo o in malafede finge di non conoscere la natura del Siap, sottovalutando la forza della sua autonomia nell’elaborazione del pensiero e strategia.
Anche per tale ragione, si rappresenta l’esigenza che i confronti concertativi su materie afferenti il personale, l’organizzazione del lavoro e i servizi della Polizia di Stato siano per tutte le sigle, e certamente per quanto concerne il Siap, mediante interlocuzione bilaterale con l’Amministrazione. Evidenzio, che il ricorso al metodo bilaterale, è già in uso da tempo anche nei rapporti tra OO.SS. e Governo, e nel nostro caso non costituisce una scelta divisiva, né tantomeno un superamento culturale del valore dell’unità sindacale di tutte le sigle. Al contrario, esso è uno strumento di trasparenza e chiarezza che non lascia spazio ad ambiguità, consentendo all’Amministrazione di cogliere con puntualità il perimetro delle diverse sensibilità e priorità che emergono dalle posizioni espresse da ciascuna sigla per le problematiche oggetto di confronto, evitando sovrapposizioni, equivoci o attribuzioni improprie di orientamenti e valutazioni.
Puntualizzo, che non si intende favorire logiche di contrapposizione tra sigle, che ritengo nocive per il merito delle problematiche e per il sistema delle relazioni sindacali, soprattutto nella fase di rinnovo del contratto, bensì dalla volontà di preservare, in piena trasparenza, l’esclusività dell’autonomia delle scelte e la linearità delle proprie posizioni, sia sul piano sostanziale che su quello formale. Le posizioni politiche e sindacali del Siap, com’è noto, sono da sempre esplicitate nelle piattaforme rivendicative ufficiali e nei comunicati diffusi con logo e acronimo, in un’ottica di piena responsabilità e trasparenza verso le colleghe e i colleghi rappresentati. Il Siap considera l’unità sindacale un valore imprescindibile del movimento sindacale, nell’interesse delle lavoratrici e dei lavoratori della Polizia di Stato e della stessa Amministrazione, e non intende prestarsi a dinamiche dialettiche interne ad altre sigle o di contrapposizione tra Organizzazioni Sindacali.
Tuttavia, alla luce delle richieste avanzate da altre OO.SS. e al fine di non essere trascinato in una logica di schieramenti contrapposti di “alcuni contro altri”, estranea alla nostra cultura sindacale, ritiene necessario che il confronto al più alto livello, concesso dall’Amministrazione e dal Ministro dell’Interno, che ringrazio per la sensibilità democratica dimostrata nell’apertura al dialogo, su materie che esulano dalla disciplina del D.Lgs. n. 195/1995, si svolga attraverso interlocuzioni bilaterali tra ogni singola sigla e l’Amministrazione, un metodo che esalta la chiarezza e rispetta le diverse sensibilità delle Organizzazioni, così da garantire linearità, trasparenza, autonomia e piena leggibilità delle posizioni espresse nell’interesse esclusivo del personale.
La richiesta è avanzata non solo nell’interesse del Siap, ma anche a tutela del personale di tutti i ruoli e qualifiche, da Agente a Dirigente Generale, affinché le posizioni espresse da ogni organizzazione, risultino pienamente leggibili, inequivoche e coerenti, quindi prive di ambiguità e sovrapposizioni. Aspetti che il Siap ritiene essenziali e necessari, specie in una fase segnata da confusione, contraddizione, emergenze e criticità crescenti in tema di sicurezza, sulle quali l’opinione pubblica e la cronaca mantengono un’attenzione costante, che impone anche al sistema delle relazioni sindacali e istituzionali scelte chiare e responsabilità pienamente riconoscibili se si vuole tutelare il personale. Tanto più in un momento decisivo per la sicurezza dei cittadini e per il futuro dei diritti, delle retribuzioni e dei trattamenti pensionistici del personale, oltre che per le ricadute dirette nel confronto con il Governo in materia di rinnovi contrattuali, previdenza dedicata, area negoziale dirigenti e rivendicazione per ottenere il correttivo al riordino delle carriere e non solo.
Nel congedarmi, porgo deferenti saluti.
Il Segretario G. Tiani
= LEGGI E SCARICA L'ALLEGATO DOCUMENTO UFFICIALE =

