Richiesta di convocazione Tavolo dipartimentale ex Decreto Legislativo 81/2008
Con una nota diretta al Capo della Polizia e al Direttore dell'Ufficio per l'Amministrazione Generale del Dipartimento della P.S. il Segretario Generale Tiani ha richiesto la convocazione del Tavolo dipartimentale ex Decreto Legislativo 81/2008 per approfondimento sulla valutazione dello stress lavoro-correlato del personale della Polizia di Stato (...)
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Signor Capo della Polizia,
il percorso avviato dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza sul Tavolo per la prevenzione e la gestione delle situazioni di disagio per la salvaguardia della salute psicosociale del personale della Polizia di Stato, con la successiva istituzione dei Tavoli provinciali, rappresenta un passaggio significativo nel rafforzamento degli strumenti di tutela del personale e costituisce un’iniziativa che merita apprezzamento. È realistico affermare che, anche nella nostra categoria, una parte consistente delle situazioni di disagio sia più facilmente riconducibile a fattori esterni all’ambiente lavorativo: problematiche di salute, difficoltà familiari, situazioni affettive complesse, criticità economiche. Questo dato non può essere ignorato e trova giustamente spazio nel Tavolo del Disagio
Tuttavia, anche se in modo residuale rispetto al quadro complessivo del disagio personale, non si può escludere che una componente di stress e di affaticamento psicosociale possa derivare anche dall’organizzazione del lavoro. L’attività di polizia è caratterizzata da esposizione a eventi traumatici, turnazioni gravose, carenze di organico, pressione decisionale costante, responsabilità operative rilevanti e gestione di situazioni ad alta tensione emotiva. Proprio per questo, la dimensione lavorativa del disagio non può essere considerata irrilevante o automaticamente assorbita in quella personale.
Sotto il profilo normativo, l’art. 28 del Decreto Legislativo 81/2008 impone la valutazione di tutti i rischi per la salute e sicurezza, compresi quelli collegati allo stress da lavoro-correlato. Tale obbligo si applica anche alla Polizia di Stato, nei limiti delle specificità ordinamentali. Formalmente, la valutazione dello da stress lavoro-correlato viene effettuata ed è inserita nei Documenti di Valutazione dei Rischi. Il punto critico, tuttavia, non è l’assenza della valutazione, bensì il suo esito. A livello nazionale, per quanto riguarda la Polizia di Stato, non risultano Documenti di Valutazione dei Rischi nei quali la valutazione dello stress da lavoro-correlato abbia avuto un esito positivo tale da qualificare il rischio come significativo, con conseguente attivazione di misure organizzative strutturali o di protocolli di sorveglianza sanitaria specifici. In altri termini, il rischio viene valutato, ma non viene mai riconosciuto sul piano sostanziale. Questo elemento oggettivo impone una riflessione tecnica sull’adeguatezza delle metodologie applicate. In particolare, occorre considerare che la valutazione viene effettuata sulla base delle linee guida vigenti in materia di stress lavoro-correlato, le quali evidentemente necessitano di essere riviste e rivalutate alla luce della specificità e delle peculiarità operative della funzione di polizia, nonché delle concrete condizioni organizzative in cui il personale opera.
Se il sistema metodologico adottato, conformemente alle linee guida attualmente vigenti, è strutturato o applicato in modo tale da rendere altamente improbabile il superamento delle soglie di rischio, si determina un effetto di neutralizzazione preventiva del problema: lo stress lavoro-correlato rimane confinato in una dimensione teorica, senza produrre ricadute operative concrete e senza attivare le misure conseguenti previste dal Decreto Legislativo 81/2008. In questo quadro assume rilievo anche l’art. 48-bis del DPR 782/1985, che ha introdotto uno strumento innovativo di sorveglianza sanitaria per il personale della Polizia di Stato. Tale previsione potrebbe rappresentare un presidio significativo anche rispetto a situazioni riconducibili allo stress lavoro-correlato, ma non risulta ancora pienamente integrata nel circuito della valutazione del rischio organizzativo.
Alla luce di quanto sopra, pur riconoscendo che il disagio lavorativo rappresenti, in termini percentuali, una componente residuale rispetto al disagio complessivo della categoria, appare necessario che tale profilo venga affrontato nella sede corretta, ossia nel Tavolo dipartimentale dedicato all’applicazione del Decreto Legislativo 81/2008, la cui convocazione non avviene da tempo. Con la presente, pertanto, si chiede formalmente la convocazione del Tavolo dipartimentale ex D.Lgs. 81/2008, al fine di approfondire attraverso il confronto l’effettiva metodologia adottata per la valutazione dello stress lavoro-correlato nella Polizia di Stato, l’adeguatezza degli indicatori utilizzati rispetto alla specificità della funzione di polizia, il necessario aggiornamento delle linee guida vigenti, il coordinamento tra valutazione del rischio organizzativo e strumenti di sorveglianza sanitaria, anche alla luce dell’art. 48-bis del DPR 782/1985, nonché eventuali interventi migliorativi nell’ambito del quadro attuativo vigente. Riteniamo che solo mantenendo distinti ma coordinati il livello dell’ascolto del disagio e quello della valutazione tecnica del rischio lavorativo sia possibile affrontare in modo completo e coerente la tutela della salute psicosociale del personale della Polizia di Stato. Certi della Sua attenzione su un tema di così rilevante interesse per il benessere del personale, si resta in attesa di un cortese riscontro.
Il Segretario Giuseppe Tiani
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