Speciale Pensioni: La solitaria battaglia del SIAP per tutelarle

Speciale Pensioni: La solitaria battaglia del SIAP per tutelarle

La circolare INPS n. 28 del 16 marzo 2026, trasmessa anche dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza, interviene sull’adeguamento dei requisiti pensionistici agli incrementi della speranza di vita per il biennio 2027-2028. Per il personale del Comparto Sicurezza, Difesa e Soccorso Pubblico, Polizia di Stato, Polizia Penitenziaria, Carabinieri, Guardia di Finanza, Forze Armate e Vigili del Fuoco, non si tratta di un semplice aggiornamento tecnico (...)

...

È un intervento che incide concretamente sulla vita di migliaia di operatori. La circolare conferma che, allo stato, i requisiti per l’accesso al pensionamento vengono incrementati di un mese dal 2027 e di tre mesi dal 2028. In concreto, per la pensione di anzianità si passa a: 41 anni e 1 mese di anzianità contributiva dal 2027;
41 anni e 3 mesi dal 2028, indipendentemente dall’età. Per l'opzione con 35 anni di anzianità contributiva utile, il requisito anagrafico sale a: 58 anni e 1 mese dal 2027; 58 anni e 3 mesi dal 2028. Per la pensione di vecchiaia, la nota del Dipartimento a corredo della citata circolare Inps richiama i limiti di 65 anni per dirigente generale, 63 anni per dirigente superiore e 60 anni per tutte le altre qualifiche. Ma solo se al raggiungimento del limite ordinamentale il dipendente ha già maturato i requisiti per la pensione di anzianità ed è decorso l’effetto della finestra mobile, viene collocato a riposo. Dietro questi numeri ci sono turni, servizi operativi, ordine pubblico, esposizione al rischio, stress, responsabilità, usura psicofisica e anni di lavoro svolto al servizio dello Stato e dei cittadini. Il SIAP ritiene inaccettabile che la sostenibilità del sistema previdenziale venga ancora una volta scaricata sui lavoratori e, sul personale in uniforme. La specificità del Comparto Sicurezza, Difesa e Soccorso Pubblico è riconosciuta dall’ordinamento, ma continua a restare senza effetti concreti sul piano previdenziale, contrattuale e retributivo. Non basta richiamarla nei discorsi ufficiali della politica, va riconosciuta con norme, risorse e tutele reali. Il tema va inoltre collocato in un quadro più ampio. Se il Paese cresce poco, se gli stipendi perdono potere d’acquisto, se il costo della vita è sempre più pesante e molte famiglie non riescono più a programmare il futuro, le responsabilità sono politiche e trasversali. Non possono essere i lavoratori a pagare sempre il conto. Anche la denatalità non può essere usata come argomento per giustificare nuovi sacrifici previdenziali. Se mettere al mondo figli è diventato sempre più difficile, ciò dipende anche da stipendi insufficienti, affitti e mutui elevati, servizi carenti, precarietà e aumento continuo dei costi. Sono problemi reali, che i lavoratori vivono ogni giorno. Particolarmente importante è il passaggio della circolare che richiama il futuro DPCM previsto dalla legge di bilancio. Quel decreto dovrà individuare le professionalità per le quali, in ragione della peculiarità dell’impiego, l’incremento aggiuntivo dei requisiti pensionistici non si applica o si applica solo in parte. Su questo punto il SIAP ha già chiesto chiarezza con una missiva indirizzata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e ai Ministri dell’Economia, dell’Interno e del Lavoro. Il Governo non può lasciare il personale nell’incertezza. Serve un confronto vero con le rappresentanze del Comparto prima dell’emanazione del decreto, affinché venga riconosciuta pienamente la specificità di chi opera nelle Forze di polizia, nelle Forze Armate e nei Vigili del Fuoco. Abbiamo chiesto inoltre che siano date indicazioni uniformi agli uffici territoriali, per evitare interpretazioni diverse, ritardi nelle certificazioni, incertezze sulle finestre mobili e possibili discontinuità tra stipendio e pensione. È necessario verificare con tempestività le posizioni individuali, compresi riscatti, ricongiunzioni e periodi pregressi, perché ogni ritardo amministrativo può tradursi in un danno concreto per il lavoratore. La battaglia del SIAP è chiara: nessun automatismo penalizzante; nessuna incertezza applicativa; nessun arretramento sul riconoscimento della specificità; nessun ulteriore sacrificio scaricato sugli operatori di polizia. Le pensioni del personale del Comparto Sicurezza, Difesa e Soccorso Pubblico soprattutto per tutti gli assunti a far data dal primo gennaio 1996, devono essere affrontate con responsabilità, non come una operazione contabile.

Roma, 5 maggio 2026.                                                                                   La Segreteria Nazionale 

...

= LEGGI E SCARICA L'ALLEGATO =