SIAPInform@02_2026
Nel corso del 2025 il SIAP ha consolidato il proprio ruolo nel confronto politico e istituzionale. Lo ha fatto attraverso una presenza costante nel dibattito pubblico e sui media nazionali, ogni volta che la cronaca ha incrociato i temi della sicurezza pubblica e delle tutele, dovute o mancate, del personale della Polizia di Stato. Abbiamo contribuito a far avanzare questioni complesse e spesso rinviate deliberatamente (...)
...
, come la previdenza dedicata, la tutela legale pur nei limiti del giudizio di congruità, e l’inasprimento delle sanzioni per i reati di violenza o resistenza a pubblico ufficiale subiti dai poliziotti in servizio. Il banco di prova decisivo resta però la Legge di Bilancio 2026. È lì che si misura, senza alibi, la reale volontà del decisore politico di incidere sulle criticità strutturali del comparto sicurezza. Un comparto che va separato da quello della difesa, o comunque rimodulato, nel rispetto della diversità delle missioni istituzionali che la Costituzione e la legge affidano a Sicurezza e Difesa. Nelle Questure, nei commissariati, nei compartimenti, negli uffici delle specialità e nei reparti mobili, la manovra è stata accolta con il consueto intreccio di diffidenza, attesa e prudenza. La domanda che attraversa il personale è chiara. Quali effetti concreti produrrà, qui e ora, sulle condizioni di lavoro dei poliziotti e sulle prospettive previdenziali, soprattutto per le giovani generazioni di poliziotte e poliziotti che per prime rischiano di pagare il prezzo delle riforme incompiute anche in tema di progressione della carriera e scorrimento delle graduatorie dei concorsi interni.
Per il SIAP il segnale arrivato sul terreno della perequazione previdenziale rappresenta un passo avanti, ma resta incompleto. Il potenziamento del fondo fino al 2030 costituisce un riconoscimento formale della specificità professionale delle Forze di Polizia, tenuto conto di turnazioni non standardizzabili, responsabilità crescenti, rischi operativi sempre più elevati e carriere che non garantiscono un equilibrio adeguato tra funzioni svolte e retribuzione percepita. Quel fondo dovrà compensare le penalizzazioni del sistema contributivo e sostenere una previdenza dedicata per il personale entrato in servizio con il sistema contributivo o misto. Sono generazioni che rischiano pensioni non proporzionate al livello di rischio e di esposizione operativa. Tuttavia, vanno evitati ritardi che rischiano di bloccare la trasformazione dello stanziamento in un diritto esigibile. Se le risorse non verranno utilizzate, un intervento potenzialmente strategico resterà una promessa sospesa. Senza attuazione, la tutela resta effimera anche quando compare in bilancio. La distanza tra enunciazione e realtà rimane invariata. Sul TFS la posizione del SIAP è netta. L’anticipo è giusto, ma non può avvenire a costo di una penalizzazione economica. L’anticipo di tre mesi per chi cessa dal servizio per limiti di età o di servizio è un segnale positivo, ma è finanziato attraverso la soppressione della detassazione dell’uno virgola cinque per cento introdotta nel 2019. Per il personale questo significa una perdita media di circa 750 € (settecentocinquanta euro). Una misura neutra per i conti pubblici, ma onerosa per i lavoratori. Si anticipa il tempo, sottraendo valore.
Positiva è invece la scelta di estendere il congedo parentale fino ai quattordici anni del figlio, una misura che il SIAP aveva già rivendicato nel corso dell’ultimo rinnovo contrattuale. Positivo anche il raddoppio dei giorni per la malattia dei minori e l’aumento del bonus per le madri lavoratrici. Sono interventi che incidono sulla qualità della vita del personale, soprattutto in un comparto dove conciliare servizio e famiglia è spesso complesso. Tuttavia, pur riconoscendone il valore, dobbiamo dirlo con franchezza. Queste misure non sciolgono il nodo della flessibilità organizzativa, né costruiscono un welfare realmente calibrato sulle peculiarità operative. Il SIAP continuerà a proporre soluzioni che mettano al centro della sicurezza pubblica sia il poliziotto sia il cittadino. In questo spirito indichiamo alcune priorità non rinviabili, che rappresentano la vera cartina di tornasole della volontà politica. Il superamento dell’automatismo dell’atto dovuto per garantire maggiore serenità operativa. La convocazione del tavolo per il rinnovo contrattuale 2025-2027, per ristabilire dignità retributiva e tutelare il potere d’acquisto degli stipendi. La convocazione del tavolo sulla previdenza dedicata con coefficienti di trasformazione che superino le penalizzazioni attuali. Bandi di concorso tempestivi e scorrimenti rapidi delle graduatorie per sovrintendenti, ispettori e funzionari. Ineludibile, un’attenzione concreta all’estensione della fase transitoria del riordino delle carriere, per introdurre correttivi tecnici che rimuovano distorsioni e diseguaglianze divenute strutturali. Non si tratta di concedere qualifiche, ma di riconoscere la qualità e la dignità del lavoro. Evitare che il sistema sicurezza perda efficienza, motivazione e tenuta. Qui non è in gioco una rivendicazione corporativa. È in gioco la funzionalità stessa dell’architettura della sicurezza pubblica, che prende forma attraverso il lavoro quotidiano del personale. Il giudizio del SIAP è chiaro. Apprezziamo lo sforzo politico degli interlocutori e lo riconosciamo con senso istituzionale e responsabilità. Tuttavia, la Legge di Bilancio 2026 individua, senza completare. Riconosce solo l’embrione della specificità delle Forze di Polizia. Stanzia risorse, ma non sempre fornisce strumenti. Annuncia, ma non sempre realizza. È un primo segnale di consapevolezza che deve diventare responsabilità stabile e scelta autentica, non episodica. Il personale delle Forze di Polizia non chiede privilegi. Chiede coerenza, pensioni adeguate, TFS senza penalizzazioni, misure a sostegno della famiglia che siano strutturali e non occasionali. Chiede retribuzioni dignitose e diritti che, in una democrazia matura, non possono essere declinati solo come doveri.
Grazie
a tutte le colleghe e i colleghi di ogni ruolo e qualifica va il sentito ringraziamento del SIAP. Grazie al loro sostegno abbiamo confermato, insieme all’ANFP per il 2024, una base di consenso sindacale solido per affrontare da una posizione forte, il negoziato tavoli di confronto per le qualifiche da agente a commissario capo, non solo la terza ma la prima posizione nazionale con circa il sessanta per cento di rappresentanza per il tavolo da vicequestore aggiunto a dirigente generale. 16.500 iscritti, o forse più, non sono un numero artificiale. Sono i dati rilevati al trentuno dicembre 2025. Il frutto di un percorso lungo e faticoso, fatto di sacrifici, coerenza e presenza quotidiana. Senza scorciatoie e senza artifici. Non abbiamo inseguito la crescita per sommatoria di micro - sigle spurie e tra loro non omogenee o contraddittorie. Abbiamo costruito una comunità sindacale riconoscibile, con valori chiari e regole uguali per tutti. Le nostre sono mani segnate dal lavoro, mani leali che conoscono i rischi del mestiere e il valore della rappresentanza. Mani che chiedono una sola cosa. Che la politica, prima ancora dello Stato, ricambi la stessa lealtà che ogni giorno riceve da chi lo serve. Il 2026 sarà per il SIAP un anno di cambiamento. Innoveremo strumenti e linguaggi. Sito, comunicazione e notizie flash saranno oggetto di un restyling concreto. La sostanza però non cambia. Restiamo il sindacato di base, con una missione chiara. Tutelare i lavoratori in uniforme e la loro dignità. Il SIAP è e resterà la patria sindacale di chi crede nei valori democratici e nella storia del sindacato confederale. Rispettiamo il pluralismo delle idee e delle storie individuali, ma respingiamo il sindacato giallo o subalterno alle linee dei partiti. Per il valore che attribuiamo alla specificità del nostro lavoro, l’autonomia organizzativa e politica è un principio insuperabile, come sancito dal nostro Statuto. Nel confronto con partiti, movimenti politici, confederazioni sindacali e altre componenti del comparto sicurezza e difesa, non rinunceremo mai a un principio elementare. La credibilità nasce dall’unione di coerenza e competenza. Nel SIAP le regole non si applicano contro i nemici e non si interpretano per gli amici. Le regole sono regole, cosi come va preso atto senza sé e senza ma, delle dinamiche del consenso, che non può essere immutabile o cristallizzato secondo i propri desiderata, considerato che in molte provincie abbiamo accresciuto e qualificato numeri e competenze della nostra base di rappresentanza.
Buon 2026.
...
= LEGGI E SCARICA L'ALLEGATO BOLLETTINO =

