Rassegna - SICUREZZA. TIANI (SIAP): no alla Guardia Nazionale
(DIRE) Roma, 24 giu. - L'ipotesi di una Guardia nazionale non può essere liquidata come una questione organizzativa o terminologica. In materia di sicurezza pubblica le parole pesano, specie se evocano modelli, culture istituzionali e memorie storiche inquietanti. (...)
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La Repubblica, nata dalla Costituzione e dalla Resistenza, deve avere piena consapevolezza della propria storia. Lo dichiara Giuseppe Tiani, Segretario Generale del Siap . "La sicurezza democratica del Paese non ha bisogno discorciatoie né di formule suggestive. Ha bisogno di rafforzare ciò che l'ordinamento già prevede, la Polizia di Stato, le Forze di polizia, il coordinamento delle Autorità di pubblica sicurezza, la responsabilità del Ministro dell'Interno, del Capo della Polizia-Direttore Generale della P.S., dei Prefetti e dei Questori, secondo l'architettura delineata dalla legge 1° aprile 1981, n. 121." "Quella riforma - prosegue Tiani - non è un dettaglio, ma uno dei passaggi fondamentali della democratizzazione della sicurezza pubblica nel nostro Paese. Ha separato la sicurezza da ogni logica autoritaria, militare o di partito, collocandola dentro lo Stato liberale, al servizio dei cittadini, delle libertà e della legalità." "Per questo - aggiunge il Segretario del Siap - evocare una Guardia nazionale è culturalmente e politicamente antistorico e infelice. Non perché ogni proposta debba essere respinta, ma nella storia italiana quella denominazione richiama pagine che non possono essere trattate con leggerezza. Nel 1943, nel contesto della Repubblica Sociale Italiana, nacque la Guardia Nazionale Repubblicana, con compiti di polizia interna e militare. Nessuno può fare parallelismi sommari con l'oggi, ma nessuno può nemmeno fingere che certe parole siano neutre." "Se il Governo ritiene che il Paese abbia bisogno di maggiore sicurezza, allora investa sulle donne e sugli uomini che già la garantiscono. Servono organici, formazione, mezzi, tecnologie, contratti dignitosi, tutela psicofisica, valorizzazione delle professionalità e pieno riconoscimento del lavoro di polizia. Non servono contenitori nominalistici né formule che rischiano di confondere la difesa militare con la sicurezza pubblica." "La sicurezza - sottolinea Tiani - non si costruisce inventando sigle. Si costruisce rafforzando la Polizia di Stato e l'intero sistema delle Forze di polizia, rispettando la distinzione tra difesa esterna, sicurezza interna, ordine pubblico e prevenzione. Ogni confusione tra
questi piani rischia di indebolire il modello costituzionale." "Il Siap non difenderà con determinazione, il principio democratico nato dal conflitto sociale del secondo Novecento, la sicurezza pubblica smilitarizzata che deve restare funzione civile, democratica, costituzionalmente orientata, affidata a istituzioni riconoscibili, responsabili e sottoposte a regole chiare. La domanda che la politica dovrebbe porsi non è come chiamare un nuovo corpo, ma perché quelli esistenti siano spesso lasciati con organici insufficienti, risorse inadeguate e responsabilità crescenti".
SICUREZZA. TIANI (SIAP): NO ALLA GUARDIA NAZIONALE -2 - (DIRE) Roma, 24 giu. - "Il Paese - conclude Tiani - non ha bisogno di nostalgia lessicale né di suggestioni emergenziali. Ha
bisogno di Stato. E lo Stato, nella sicurezza pubblica, si rafforza investendo sul personale della Polizia di Stato, delle Forze di polizia, sulla legge 121 del 1981 e sull'equilibrio democratico che essa rappresenta. Tutto il resto rischia di essere propaganda che, in tema di sicurezza, non protegge i
cittadini, ma erode il processo democratico della nostra evoluzione sociale, politica e istituzionale".
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