Cambiare si può - Editoriale del Segretario Generale SPIR Antonino Alletto

Cambiare si può - Editoriale del Segretario Generale SPIR Antonino Alletto

Roma, 6 Settembre 2011 - Sindacale

Cambiare si può - Orgogliosi si essere uomini liberi

Cari amici e colleghi, benché la nostra sigla sia comparsa da qualche giorno nel variegato panorama nazionale sindacale della Polizia di Stato, possiamo tranquillamente affermare che è già una realtà concreta in molte province d’Italia e tante altre sono pronte ad unirsi a Noi nelle prossime ore e giorni, malgrado le fastidiose pressioni esercitate da strani personaggi che del sindacato ne hanno fatto un mestiere di comodo e che affannosamente cercano di nascondere un incontrovertibile fallimento derivato da un personalismo esasperato.
In questo preciso momento storico del sindacalismo in Polizia è opportuno precisare che il nostro non vuole essere un ennesimo becero tentativo di messa in opera di un ulteriore sindacato nell’ambito del c.d. microcosmo sindacale della Polizia di Stato, ma bensì la volontà precisa di numerosi colleghi e dirigenti sindacali (totalmente delusi da una inconcludente politica sindacale sino ad oggi condotta da taluni personaggi) uniti nel nome del cambiamento e dell’autentica confederalità.
Ed è da questi presupposti fondamentali che, essendo custodi di un importante patrimonio sindacale, è scaturita la decisione comune di non disperderlo dando vita allo S.P.I.R., il Sindacato dei Poliziotti Italiani Riformisti, una sigla che racchiude già nella denominazione la volontà riformista che serve in questo preciso momento per reagire alle innumerevoli difficoltà che sta attraversando il nostro paese e quindi con una incidenza trasversale negativa sulla nostra Istituzione.
Dopo la Sua costituzione, e solo dopo aver elaborato una minuziosa e attenta analisi storica del sindacato, abbiamo deciso di aggregarlo in maniera organica al S.I.A.P., una Organizzazione Sindacale che, oltre ad essere il 3° sindacato nell’ambito della Polizia di Stato e del Comparto Sicurezza in termini di iscritti è la 2° d’ ispirazione confederale, una O.S. che ha dimostrato nel corso del tempo e sul campo di essere affidabile ed un preciso punto di riferimento per la categoria, avendo maturato al proprio interno un costruttivo percorso di crescita sindacale e culturale che l’ha vista integrarsi progressivamente alle dinamiche del mondo del lavoro e a quelle d’ordine più generale come si conviene agli autentici sindacati confederali, un processo evolutivo costante che è già pregnante dalla sua costituzione sino ad arrivare ad oggi.
Ed è questa la riflessione per cui abbiamo ritenuto fattibile la creazione di quel laboratorio interno di ragionamento e dibattito serio e costruttivo la cui sintesi potrà contribuire a migliorare alcune storture normative che non possono che derivare dal contributo e dall’esperienza sindacale diretta dei Poliziotti Italiani e che valorizzeranno non solo l’attività lavorativa degli Uomini e delle Donne della Polizia di Stato ma anche quella di una grande Istituzione quale è la nostra, considerato che dalla legge di riforma ad oggi, malgrado siano trascorsi ben 30 anni, molto è stato detto e quasi nulla è stato adattato alle esigenze attuali di chi rischia costantemente la propria vita per rendere più sicuro il nostro Paese. Quindi una affiliazione progettuale, sana e forte realizzata grazie alla disponibilità del suo leader e della sua lungimirante classe dirigente nazionale e territoriale.
Ed è in questa ottica propositiva che contiamo in tempi ragionevoli di realizzare un percorso sindacale unitario e pluralista al suo interno, con il quale sposare azioni concrete ed importanti su cui impegnarci totalmente, lasciando ai professionisti delle chiacchiere quella propaganda sindacale fatta di slogan scintillanti con cui prendere in giro sistematicamente una intera categoria carpendo la buona fede dei singoli, disattendendo le legittime aspettative di quanti in buona fede li hanno sostenuti attendendo, invano, decenni dalle promesse fatte. Dalla mirabolante riforma delle carriere, a tutt’oggi lontana dalla sua realizzazione, al mai avvenuto adeguamento pensionistico, che, da qui a qualche anno, senza un preciso e radicale intervento risolutivo, vedrà costretti i nostri colleghi, arruolati gia negli anni 90, ad elemosinare per le strade dopo avere servito con devozione e coraggio il proprio Paese.
Il nostro vuole essere un progetto confederale molto più ambizioso e concreto da quello millantato da taluni, considerato che degli amici con la “A” maiuscola e sindacalisti di rilievo quali Michelangelo Starita, con cui abbiamo condiviso tanti anni insieme e Annibale Falco, uomo e collega stimato da tutti, hanno deciso contestualmente con la costituzione del S.d.P. di intraprendere un percorso equivalente al nostro per completare, in tempi ragionevoli, una unica casa madre, unitaria e pluralista con il S.I.A.P..
Come è noto abbiamo sempre sostenuto e continuiamo a pensarlo che nei momenti più difficili i rappresentanti del personale debbano sfoderare il meglio della propria esperienza, sia in termini negoziali che di tutela complessiva dei propri associati, ma è visibile a tutti che così non è stato, mentre, inversamente alle legittime e doverose aspettative della categoria, abbiamo assistito ad una totale disarmonia tra i vertici di taluni sindacati e la base, che hanno lasciato, altresì, al pubblico ludibrio i rispettivi rappresentanti provinciali che non hanno saputo dare alcuna risposta ai propri associati, prediligendo le catastrofiche diatribe interne finalizzate al mantenimento del piccolo potere personale.
In una Italia che cambia, cari amici e colleghi, è indispensabile un sindacato forte, pluralista ed innovativo che sappia confrontarsi con le sfide del futuro e Noi dello S.P.I.R. tutti insieme con il S.I.A.P., riteniamo di avere queste caratteristiche e siamo pronti ad affrontare a viso aperto questa sfida a favore della nostra importante categoria propendendo a questa positiva trasformazione delle relazioni sindacali, desistendo, fin da ieri, dal tentativo di rincorrere e scimmiottare una politica che ha dimostrato, anche con questa ultima finanziaria, un totale distacco con la vita quotidiana dei cittadini e dei suoi servitori più fedeli, questi ultimi tirati in ballo solo per elaborare degli ammiccanti slogan elettorali sulla sicurezza.
Sentiamo forte in Noi l’obbligo di volgere un sentito ringraziamento nei confronti di tutti quei colleghi e quadri sindacali che hanno deciso, senza esitazione alcuna, di condividere questa entusiasmante esperienza sindacale per mezzo dei quali riusciremo a divulgare e radicare le nostre idee e soprattutto affermare il principio di un domani migliore, proseguendo, insieme, quel percorso innovativo già tracciato e nostro malgrado interrotto temporaneamente da funesti individualismi di tipo feudatario, difesi scioccamente da occasionali trasformisti che hanno pensato di appropriarsi indebitamente dei meriti altrui e che agiscono, per nome e per conto di un sindacato virtuale, esclusivamente per trovare una collocazione politica che assicuri il loro futuro, mentre Noi, inversamente da costoro, con sagacia e coerenza e con la nostra storia rimaniamo legati a quei valori umani e sindacali che da sempre ci hanno ispirati e contraddistinti e che rimangono il fulcro della nostra futura attività sindacale.
Concludiamo con un eufemismo, rimanendo nell’ambito degli alberi un tema che sembra essere tanto caro a qualcuno, citando una delle frasi più celebri enunciate dal noto poeta, incisore e pittore inglese del 700 William Blake , “ uno sciocco non vede lo stesso albero che vede un uomo saggio”.
Con stima ed amicizia.
Roma, 5 settembre 2011
IL SEGRETARIO GENERALE NAZIONALE SPIR
Antonino ALLETTO