SIAPINFORM@02: COESIONE, DETERMINAZIONE E COERENZA

 non si tratta di mere attività necessarie per far fronte alle criticità del servizio, ma di voci accessorie del trattamento salariale che, si traducono, in una piccola “boccata di ossigeno” della remunerazione, considerato il modesto stipendio dei poliziotti. Nel corso della riunione del 20 gennaio u.s. si è costatato che nel complesso non vi è stato sforamento delle risorse finanziarie destinate ai due istituti del cambio turno e reperibilità, anzi ci saranno risorse economiche residue, che, potranno, essere utilmente distribuite per remunerare altre fattispecie, a tal fine le richieste e l’indicazione del Sindacato si sono concentrate, sulla produttività collettiva. I residui di spesa in futuro potranno aumentare, infatti, nel corso della predetta riunione è stato chiesto all’Amministrazione di accertare in maniera analitica e tassativa le motivazioni degli sforamenti di alcuni uffici, richiamando i Dirigenti alla scrupolosa osservanza delle disposizioni in materia affinché non siano penalizzati gli Uffici virtuosi. In ogni caso tutte le risorse residue dovranno essere destinate alla remunerazione della cosiddetta produttività collettiva, vale a dire l’effettiva presenza in servizio, che per quest’anno, grazie ad altre risorse disponibili, contrariamente a quanto va affermando in solitaria e da qualche tempo, qualche altra sigla, potrebbe giungere fino a 1.200 euro lordi pro capite. Si è pertanto concordato di licenziare subito le contabilità 2014 - al fine di consentire ai competenti uffici del Dipartimento della P.S. di procedere all’elaborazione dei dati nel più breve tempo possibile e comunque entro il prossimo mese di febbraio. L’obiettivo è procedere alla sottoscrizione dell’accordo per la distribuzione delle risorse previste dal Fondo per l’efficienza dei servizi istituzionali al più presto possibile: la liquidazione agli interessati dovrà essere assicurata entro la primavera prossima. Inoltre non può sfuggire a nessuno che, in questi giorni stiamo assistendo al dibattito del mondo politico per l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica: noi come cittadini, poliziotti e sindacalisti auspichiamo, che sia figura di grande caratura morale, super parte e garante convinto dei principi della nostra Carta Costituzionale. Ci permettiamo di mutuare dal messaggio di fine anno del Presidente emerito Giorgio Napolitano, un’espressione che sia massima di riferimento e guida anche per il mondo sindacale del personale di polizia, qualche volta vittima di se stesso per gli eccessi di una partigianeria anacronistica di qualche sigla sindacale, quanto deleteria per la tutela seria e coerente, vera e concreta dei diritti dei poliziotti: “Occorre ritrovare le fonti della coesione e della volontà collettiva che ci hanno permesso di superare le prove più dure, ciascuno faccia la sua parte al meglio”. Il SIAP, lo ripetiamo, c’è. Perché importanti sono le sfide davanti a noi: il SIAP con le sigle del cartello unitario nei giorni scorsi, ha sollecitato una richiesta d’incontro al Ministro Alfano, perché per noi è indispensabile “ … conoscere quale sia la filosofia del Governo in materia di razionalizzazione della distribuzione sul territorio nazionale dei presidi di specialità dell’Amministrazione della Pubblica Sicurezza e quindi l’organizzazione del lavoro degli appartenenti alla Polizia di Stato”. Occorre, a nostro avviso e per inciso “… intervenire anche sull’ordinamento del personale e della datata struttura delle nostre carriere, se si vuole razionalizzare per rendere più efficace e trasparente la distribuzione delle responsabilità, che al pari dei presidi incide sull’organizzazione del lavoro e l’efficacia del servizio che dobbiamo rendere ai cittadini”. Non possiamo sottacere che in Parlamento giacciono, in attuati da troppi anni, disegni di legge intesi a riordinare le carriere della Polizia di Stato. Ecco, questo potrebbe essere il momento giusto per i sindacati della Polizia di Stato di “ritrovare le fonti della coesione”. In chiusura, il ricordo di un sindacalista che, negli anni bui nella nostra Repubblica, come tantissimi nostri colleghi in uniforme hanno sacrificato la propria vita. Il 24 gennaio del 1979 per la sua coerenza e determinazione Guida Rossa veniva ucciso. Un altro eroe del nostro Paese espressione di quel mondo del lavoro, che, a tratti, sempre più spesso negli ultimi anni è oggetto di pubblico dibattito e scontro politico, specie quando si cerca di mettere in discussione la tutela dei diritti delle persone che lavorano e la loro qualità retributiva. Tale posizione sindacale per noi, non vuol dire avvallare acriticamente coloro i quali abusano dei diritti e delle tutele, che sono il frutto delle conquiste del mondo sindacale e non dei fannulloni, perché quest’ultimi mettono in crisi e danneggiano tutti quelli che lavorano, tra l’altro indeboliscono le istanze del sindacato e il suo ruolo.

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