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Devono essere liquidati subito. Il SIAP ha chiesto che la trattativa prosegua velocemente sulla parte normativa e sull’utilizzo delle risorse residue, anche in relazione al FESI. La specificità e lo straordinario restano il vulnus di questo rinnovo contrattuale, ancora troppo esigui rispetto alle esigenze del personale e alla funzionalità del servizio. Abbiamo inoltre rivendicato l’apertura immediata del tavolo sulla previdenza dedicata e il finanziamento concreto della specificità, anche attraverso gli imminenti investimenti in materia di difesa. Le dichiarazioni di principio dei Ministri non bastano più. Siamo alla fine della legislatura, servono risorse, fatti, tempi certi e atti conseguenti. Le diverse sensibilità e posizioni emerse nei tavoli delle Polizie ad ordinamento militare, Carabinieri e Guardia di Finanza, e delle Forze Armate non può bloccare chi ha lavorato duramente per giungere al miglior accordo possibile, specie dopo essersi battuto per far finanziare i contratti. Un accordo che, per la prima volta, destina agli stipendi il 90% delle risorse disponibili e prevede un incremento di 12,01 punti parametrali, pari al 6,14%. Inoltre, per la prima volta, si può chiudere un rinnovo contrattuale a un anno e mezzo dalla scadenza (come hanno già fatto, i comparti Scuola, Ricerca e Funzioni Centrali) e non tre anni dopo la scadenza come accadeva di solito. Un aspetto non secondario perché consentirà di aprire in tempo utile le trattative per il rinnovo del contratto 2028-2030, che è già finanziato. Sono queste alcune delle ragioni che hanno spinto tutte le sigle sindacali delle Polizie ad ordinamento civile a condividere l’accordo economico. Il d.lgs. 195/95 parla di contestualità delle procedure per garantire l’omogeneità dei trattamenti. Ma contestualità non significa indivisibilità. Le procedure con i militari sono contemporanee, ma distinte. Gli accordi sono separati. I decreti possono e devono seguire percorsi coerenti con le diverse situazioni dei tavoli negoziali. Da questa tornata contrattuale emerge un dato chiaro, il comparto sicurezza, per le dinamiche in atto, nei fatti è già distinto da quello della difesa. È un principio che il SIAP rivendica da sempre. Poliziotti e militari svolgono missioni nobili, ma diverse per servizio, funzioni e responsabilità istituzionali. Le esigenze non possono più essere considerate automaticamente convergenti. La politica dovrà assumersi la responsabilità delle inefficienze, se non avrà il coraggio di separare i comparti. La linea del SIAP è chiara, pagare subito stipendi e arretrati; velocizzare il confronto su norme, pagamento FESI, previdenza dedicata e specificità. Il personale della Polizia di Stato ha diritto a risposte concrete. Non a rinvii. Non può restare impantanato da ragioni di altri tavoli, che rispettiamo, ma che rispondono a esigenze e valutazioni diverse dalle nostre. Di seguito le tabelle degli incrementi stipendiali con le decorrenze e gli arretrati suddivisi per qualifica.
Giuseppe Tiani
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