Sicurezza: Tiani, baby gang, aggressioni e potere del Questore

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(DIRE) Roma, 12 giu. - "Le cronache delle baby gang, delle aggressioni in stazioni e piazze e dei gruppi giovanili violenti, anche di matrice identitaria, segnalano che la sicurezza pubblica e urbana non si garantisce solo con la repressione penale" scrive Giuseppe Tiani su L'Identità. Dietro molti episodi, prosegue "non vi è solo disagio, ma emulazione digitale, controllo informale del territorio, armi improprie, microcriminalità predatoria e, nei casi più gravi, commistioni con economie illegali. È in questo quadro che torna centrale il tema delle misure di prevenzione e, con esso, il valore del potere del Questore". Mentre riaffiora il dibattito "per estendere ai vertici delle Forze di polizia militari il potere di proposta o di adozione di misure personali e patrimoniali, la questione non è l'equilibrio tra i Corpi, riguarda l'architettura democratica della pubblica sicurezza, la cui natura è civile"...    La risposta, aggiunge Tiani "non può essere moltiplicare i titolari del potere, ma rafforzare gli strumenti dell'Autorità civile che ne ha la responsabilità, uffici più solidi, personale formato, competenze giuridiche, economico-finanziarie e informatiche, interoperabilità delle banche dati, analisi patrimoniale evoluta. Una prospettiva in cui si inseriscono le innovazioni tecnologiche, come i sistemi di business intelligence
e data fusion dedicati alle indagini patrimoniali".

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