Il Presidente Moro e i Martiri di via Fani

Il Presidente Moro e i Martiri di via Fani

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Quei servitori della comunità Stato con la "S" maiuscola, di cui alcuni esponenti delle istituzioni dell’apparato stato "s" minuscola spesso si dimenticano. Il dato politico emerso dalle urne fotografa un Paese confuso e opportunistico, per la debolezza della rappresentanza del ceto politico. L’inaffidabilità e la distanza con il Paese reale e i cittadini, da parte di gruppi dirigenti molto datati, ma certamente equilibrati e qualificati sul piano delle capacità di Governo, ha scelto di indirizzare il consenso verso nuovi modelli di rappresentanza. I proclami anche se democratici, quando sono pieni di contenuti populistici, sono affini alle deboli e ha tratti pericolose derive, che, possono scaturire dalle cd democrazie plebiscitarie. Auspichiamo che il nuovo corso della politica italiana non torni a considerare i poliziotti e tutti gli uomini e donne in uniforme come figli delle opposizioni e orfani dei governi. Donne e uomini che devono essere "bravi" anche quando periscono in silenzio. Vittime innocenti di ogni forma di barbarie o conflitto sociale. Condannati, anche nella morte, all'oblio. Oggi, cari colleghi, vogliamo ricordare uno per uno gli uomini trucidati che si sono immolati per cercare di salvare la vita del grande pensatore e Statista il Presidente On. Aldo Moro:

Francesco Zizzi, Vice Brigadiere di Polizia, 30 anni;
Raffaele Iozzino Agente di Polizia, 25 anni;
Giulio Rivera Agente di Polizia, 25 anni.
Oreste Leonardi Maresciallo dei Carabinieri, 52 anni;
Domenico Ricci Appuntato dei Carabinieri, 42 anni;

Francesco Zizzi
Francesco Zizzi, nasce a Fasano, in provincia di Brindisi, nel 1948.
Entrato nella Pubblica Sicurezza nel 1972, quattro anni dopo vince il
concorso per la scuola allievi sottufficiali di Nettuno. Il 16 marzo del
1978 è il suo primo giorno al servizio della scorta di Moro. Si trova
nell’Alfetta che precede la macchina di Moro, seduto al posto del
passeggero. Muore a trent’anni, durante il trasporto all'ospedale.


Giulio Rivera
Giulio Rivera, nasce nel 1954 a Guglionesi, in provincia di
Campobasso. Nel 1974 si arruola nella Pubblica Sicurezza e viene
chiamato al servizio della scorta di Aldo Moro. Il 16 marzo si trova
alla guida dell’alfetta che precede la macchina del Presidente. Muore
a 24 anni all'istante, crivellato da otto pallottole.

Raffaele Iozzino

Raffaele Iozzino nasce in provincia di Napoli, a Casola, nel 1953. Nel
1971 si arruola nella Pubblica Sicurezza, frequenta la scuola di
Alessandria e viene successivamente aggregato al Viminale e quindi
comandato alla scorta dell’On. Moro. Il 16 marzo del 1978 si trova nel
sedile posteriore dell’Alfetta che precede la macchina del Presidente.
Muore come Agente di Polizia a solo 25 anni.

Domenico Ricci
Appuntato dei Carabinieri Domenico Ricci, nasce a San Paolo di Jesi,
in provincia di Ancona, nel 1934. Abile motociclista, entra a far parte
della scorta di Moro alla fine degli anni Cinquanta. Diviene il suo
autista di fiducia e non lo lascia fino alla morte. Il 16 marzo 1978 si
trova al posto di guida della Fiat 130 su cui viaggiava il Presidente
della DC. A 42 anni lascia una moglie e due bambini.

Oreste Leonardi
Maresciallo dei Carabinieri Oreste Leonardi nasce nel 1926 a Torino.
Mentre frequenta il II ginnasio, Oreste rimane orfano del padre che
muore durante la seconda guerra mondiale. Da quel momento decide
di terminare gli studi e di arruolarsi nell’Arma dei Carabinieri. Dopo
aver lavorato in diverse sedi, viene inviato a Viterbo. Lì diviene
istruttore alla Scuola Sabotatori del Centro Militare di Paracadutismo
e nel 1963 viene chiamato come guardia del corpo dell'On. Aldo Moro.
Il maresciallo Leonardi era l’ombra di Moro, la sua guardia del corpo
più fedele: quel 16 marzo del 1978, trovandosi nel sedile anteriore
della macchina del Presidente, vicino al posto di guida, è proprio lui a
compiere un tentativo estremo per proteggere Moro con il proprio
corpo. A 52 anni ha lasciato una moglie e due figli.