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02 aprile 2019 | Primo piano

FESI 2018 - Esito 3^ incontro

Nella giornata del 1 aprile, si è tenuta la prevista riunione per la definizione dell’intesa sul pagamento del FESI per i servizi resi nel 2018 dal personale di P.S. La riunione è stata presieduta dal Direttore dell’Ufficio per le Relazioni Sindacali Dr.ssa Maria De Bartolomeis, che ha confermato una maggiore disponibilità di fondi a disposizione del Fesi per l’anno 2018. (...)

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Nello specifico, per l’anno 2018 le risorse disponibili sono aumentate per effetto del nuovo contratto di lavoro di 9.892.304 ml €, conseguenza della nostra vertenza per il finanziamento aggiuntivo in occasione del vigente contratto di lavoro, sottoscritto lo scorso anno, e segnatamente grazie allo strumento del DPCM che ha previsto un incremento di 150 ml di € ripartiti tra gli esercizi finanziari del triennio 2018 – 2020. Somma comprensiva dell’impegno di spesa necessario anche per la parte di finanziamento per l’avvio del tavolo negoziale dell’Aerea Dirigenziale.

Nel dettaglio le somme di incremento del FESI sono rispettivamente:

Anno 2018 7.342.304,00
Anno 2019 14.684.608,00
Anno 2020 22.026.269,00

La posizione espressa dalle scriventi sigle ha ulteriormente ribadito come, fermi restando gli importi delle voci che compongono storicamente il FESI, tutte le risorse aggiuntive devono essere destinate al ristoro del disagio dei colleghi impiegati nel controllo del territorio di tutte le specialità, nonché quelli impegnati nelle rispettive sale operative e/o radio, impiegati nei quadranti orari serali e notturni.
La chiara volontà ampiamente maggioritaria emersa dal tavolo di confronto ha rigettato posizioni populistiche di altre sigle che hanno preferito percorrere la strada degli annunci utopici e privi di contenuti. Se fosse stato dato seguito a queste stravaganti ipotesi di distribuzione generalizzata, considerando che le somme aggiuntive a disposizione (che non sono, certo, frutto di chi il contratto lo voleva rinviare) le concrete ricadute sui beneficiari sarebbero state talmente insignificanti da risultare inaccettabili.
Dovendo quindi essere realistici, abbandonate le vacue logiche populiste (ci sembra di rivedere un film oggi di moda) che porterebbero a destinare somme irrisorie stimate intorno ai due euro lordi per ciascun turno, e che i colleghi, ai quali qualcuno continua a promettere mirabolanti sorprese, difficilmente potrebbero capire, abbiamo scelto, anche per rimanere coerenti con le indicazioni finalistiche individuate in sede di erogazione degli stanziamenti, di riconoscere il particolare disagio di ben determinate categorie di operatori.
Mantenendo quel senso di responsabilità che contraddistingue il nostro agire, riteniamo, come già detto, che l’allocazione delle risorse aggiuntive, così come dispone il DPCM del 21 marzo 2018, abbiamo ritenuto dunque che le risorse uteriori debbano andare a ripagare in maniera dignitosa il personale impiegato nei turni di servizio serali e notturni del controllo del territorio e delle sale operative e/o radio. Fasce di impiego e tipologie di servizio che notoriamente arrecano maggiore disagio al personale in servizio operativo nelle Questure, nei Commissariati e in tutte le specialità della Polizia di Stato.
Nel corso dell’incontro, che ci ha visto sollecitare tra l’altro anche un incremento della produttività collettiva, un particolare sforzo è stato dedicato alla ricerca di soluzioni per sanare l’annosa problematica ingenerata dalla modalità di attribuzione del cambio turno forfettario per i colleghi dei reparti mobili. Il metodo oggi utilizzato, che prevede la liquidazione in dodicesimi, ha infatti dato luogo ad una serie di controverse interpretazioni per le quali abbiamo chiesto la definizione di regole certe ed omogenee che rimuovano in nuce ogni residuale perplessità.
È stata, ancora, svolta una seria riflessione sulla necessità di differenziare la reperibilità ex art. 64 L. 121/81 da quella pattizia. Questo in quanto l’istituto che l’art. 64 L. 121/1981 ha messo a disposizione dell’Autorità di P.S. è stato oggetto di forzature e non è soggetto al controllo sindacale. E questo quando tale strumento gestito unilateralmente dall’Amministrazione viene pagata attingendo risorse al FESI, che rappresenta il frutto delle nostre rivendicazioni.
In altri termini, considerato che i soldi del FESI hanno natura convenzionale / pattizia, il Sindacato non può più accettare che vengano utilizzati per pagare un’indennità contemplata da una norma di legge che non prevede alcun accordo col Sindacato, lasciando all’Amministrazione la sua applicazione diretta.
La riunione per ogni aspetto decisionale è stata aggiornata ad una serie di prossimi incontri che consentano di arrivare quanto prima alla sottoscrizione dell’intesa ed alla concreta erogazione al personale.

Roma, 2 aprile 2019

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Pubblicato martedì 02 aprile 2019 alle ore 13:32.
Ultima modifica lunedì 08 aprile 2019 alle ore 08:42.